Gisma

Verbale della riunione del gruppo Epidemiologia e comunicazione, Torino 2013
Martedì 22 Ottobre 2013 09:09

Torino 25 settembre 2013
Convegno Nazionale GISMa 2013

Il Gruppo Epidemiologia e comunicazione del GISMa si è riunito a Torino il 25 settembre 2013 a margine del convegno nazionale. Sono state illustrate le iniziative che il Comitato di Coordinamento dell’associazione ha assunto negli ultimi dodici mesi nell’area tematica specifica. Le iniziative erano già state comunicate agli iscritti in una lettera inviata dalla Segreteria il 27 agosto.       

  1. Revisione degli indicatori. L’opportunità di una revisione ed eventualmente di un’integrazione degli indicatori è stata suggerita più volte in passato. In particolare, essa è stata riproposta nel convegno GISMa del 2012. Nel corso del 2013, il gruppo Epidemiologia e comunicazione ha costituito un gruppo di lavoro informale al quale è stato chiesto di redigere un testo-base contenente potenziali modifiche degli indicatori. Durante la riunione, è stato specificato che il gruppo di lavoro aveva solo un compito esplorativo e introduttivo. Il testo-base, benché ancora incompleto, è molto complesso e tocca numerosi aspetti controversi. In pratica, esso offre materiale per l’elaborazione. La questione sarà portata nuovamente all’attenzione del Comitato di Coordinamento. Se questa iniziativa verrà accolta positivamente, si potrà proporre la costituzione di un gruppo di lavoro formale.
  2. Cancri d’intervallo. E’ stato fatto il punto sulla redazione collettiva del documento dedicato ai problemi della valutazione epidemiologica dei cancri d’intervallo e alle possibili soluzioni, che è già stato inviato (in una bozza iniziale) agli epidemiologi iscritti al GISMa. L’ultimo contributo pervenuto riguarda gli aspetti comunicativi del problema. E’ stato puntualizzato che l’incidenza proporzionale dei cancri d’intervallo conserva un ruolo centrale nella valutazione dello screening. Questo offre un motivo in più per razionalizzare e correggere le limitazioni attuali. I presenti hanno confermato il valore potenziale dei cancri T2+ ad esami successivi al primo come surrogati dei cancri d’intervallo ai fini delle attività di revisione radiologica (vedi punto 5). L’utilizzo della prevalenza dei cancri T2+ per costruire un indicatore alternativo della sensibilità mammografica è valutato come un’ipotesi di lavoro.
  3. Formazione in mammografia. E’ stato riferito ai presenti che il nuovo Comitato di Coordinamento del GISMa ha ripreso in considerazione il tema della formazione in mammografia. Il Comitato ha promosso un’iniziativa che ha lo scopo di raccogliere informazioni sulle attività di formazione che i centri di screening italiani possono offrire ai radiologi, e di pubblicarle nel sito dell’associazione per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. E’stato predisposto un questionario che è stato inviato ai centri di screening. Una sezione del questionario traccia un profilo tecnico e professionale del centro. L’interesse epidemiologico consiste nella possibilità di valutare il livello d’esperienza dei radiologi di screening e di correlare questo livello con i dati di attività aziendali. Gli epidemiologi presenti nel Comitato seguiranno questa iniziativa.
  4. Rivalutazione dei dati delle survey GISMa. E’ stato comunicato che il Comitato di Coordinamento ha ricevuto la proposta di uno studio dal titolo “Analisi ad alta risoluzione dei dati delle survey annuali GISMa per identificare le caratteristiche organizzative dei programmi afferenti che sono suscettibili di miglioramento attraverso un’azione di networking con altri programmi che sulle stesse caratteristiche hanno manifestato elementi di eccellenza”. La proposta, che era accompagnata da una richiesta di finanziamento, non è stata accolta dal Comitato a causa dei costi indicati. Tuttavia, il gruppo Epidemiologia e comunicazione ha espresso un orientamento favorevole a consentire l’accesso all’archivio delle survey nel caso che il progetto ottenga finanziamenti esterni.
  5. Cancri T2+. Sono stati puntualizzati i molti motivi d’interesse dei cancri T2+. Sono motivi d’interesse tanto epidemiologico quanto radiologico. Nel convegno di Torino, nella parallela riunione del gruppo Diagnosi, i radiologi hanno preso in esame le opportunità che i cancri T2+ offrono alle pratiche di revisione radiologica. Il primo vantaggio di questo approccio è la disponibilità piena e universale delle mammografie negative e diagnostiche di questi casi. Il ruolo degli epidemiologi nello sviluppo di questa ipotesi potrebbe essere quello di verificare se i profili radiologici dei cancri T2+ sono realmente confrontabili con quelli dei cancri d’intervallo.

 

 
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