Gisma

Consigli di lettura
Giovedì 07 Febbraio 2019 14:48

Sul sito dell’Osservatorio nazionale screening sono stati pubblicati due interventi sull’European Commission Initiative on Breast Cancer (ECIBC). Ne raccomandiamo la lettura. Sono documenti di alto livello per competenza, chiarezza, e prudenza e sono accomunati da un atteggiamento costruttivo nei confronti di questioni che destano una certa inquietudine nella comunità dello screening mammografico.

 

 

Nel primo intervento, Silvia Deandrea (Comitato di coordinamento del GISMa) fa chiarezza sul quadro istituzionale in cui l’ECIBC si colloca, sul lavoro del Guidelines Development Group, sui limiti e sui pregi della metodologia che è stata usata, e sulla complementarietà tra le nuove linee guida Europee e lo schema di certificazione dei programmi di screening e delle Breast Unit affidato al secondo gruppo ECIBC, il Quality Assurance Scheme Development Group. Ma il passaggio più nuovo e più propositivo del testo di Deandrea è l’affermazione che «esiste un percorso intermedio, un intervallo fra la pubblicazione e la messa in pratica, in cui si definiscono le forme con cui la norma si adatta al contesto». Deandrea specifica che le nuove linee guida europee dovranno essere adattate alle raccomandazioni e alle politiche nazionali e regionali esistenti (per esempio, sulle donne di 45-49 anni), e che ci sono delle metodologie standard per farlo. La prospettiva che si apre è un processo di accoglimento articolato delle nuove linee guida europee, che tenga conto dei fattori di contesto e delle implicazioni conseguenti alla loro applicazione.

 

Occasioni da non perdere

Nel secondo intervento, Paolo Giorgi Rossi richiama l’attenzione proprio sul parallelo lavoro del Quality Assurance Scheme Development Group, a cui è stato affidato lo sviluppo di uno schema di certificazione della qualità tecnica dei servizi di senologia (indicatori e standard). Il suo commento tratteggia il difficile contesto che ne ha condizionato i lavori, le contrapposte resistenze dei paesi che godono già di ottimi livelli tecnologici e di quelli più deboli, e la crescente ostilità ambientale verso le tecnostrutture dell'Unione Europea. Giorgi Rossi ritiene molto probabile che la debolezza delle decisioni che saranno assunte, peraltro ancora ignote, non aiuterà il processo italiano di creazione delle Breast Unit, come molti hanno sperato. È proprio questa la grande occasione che, secondo Giorgio Rossi, si rischia di perdere. Tuttavia, non si può che sottoscrivere la sua conclusione: quando il lavoro del Quality Assurance Scheme Development Group sarà disponibile, sarà compito di tutti metterlo al servizio delle donne nel miglior modo possibile, e nessuno dovrà sottrarsi a questa responsabilità.

 

Quando la ricerca cambia gli scenari

La disomogeneità delle politiche di screening mammografico in Europa e i dislivelli qualitativi tra i servizi di senologia non sono le sole cause del difficile cammino dell’ECIBC. Un altro fattore è costituito dagli incessanti mutamenti di scenario prodotti dalla ricerca. Ce lo ricorda un terzo intervento, scritto da Eugenio Paci e pubblicato insieme ai primi due nel sito dell’Osservatorio. È un interessante aggiornamento sul tema della personalizzazione dello screening mammografico, che è stato suggerito da un recente studio internazionale sull’associazione tra il richiamo per accertamento diagnostico e il rischio di tumore al seno sia nell’intervallo che al successivo test di screening.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Aprile 2019 05:11
 
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