
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (n. 227 del 30 settembre 2026) del DPCM 7 agosto 2026 — «Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, in materia di livelli essenziali di assistenza» — entra tra le prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale un programma nazionale di screening e sorveglianza dedicato alle persone a rischio eredo-familiare di tumore della mammella e dell’ovaio. Le nuove disposizioni entrano in vigore il 30 ottobre 2026.
Come è strutturato il percorso
Il programma si articola in due fasi:
1. Identificazione del rischio: ricerca delle varianti patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2 nelle donne familiari di casi di tumore della mammella e/o dell’ovaio in cui la variante sia già stata individuata.
2. Sorveglianza attiva: per le persone sane risultate portatrici delle varianti, un percorso dedicato di controlli periodici finalizzato alla diagnosi precoce del tumore della mammella e dell’ovaio.
Le prestazioni previste
In base al profilo di rischio e all’indicazione clinica: visita senologica, ecografia mammaria bilaterale (incluso il cavo ascellare), mammografia, risonanza magnetica mammaria, ecografia transvaginale, dosaggio del CA125, visite oncologiche e ginecologiche, supporto psicologico e, se necessario, approfondimenti bioptici.
*Perché è un passo importante*
Fino a oggi l’offerta per le persone portatrici di varianti dei geni BRCA1/2 è stata disomogenea sul territorio, affidata a percorsi regionali o aziendali e, in molti casi, all’iniziativa delle singole donne. L’inserimento nei LEA — nell’ambito di un aggiornamento che riguarda complessivamente oltre 800 tra nuovi servizi e prestazioni — trasforma questi percorsi in un diritto esigibile in tutto il Paese e riconosce la necessità di una presa in carico strutturata, multidisciplinare e continuativa.
Dichiarazione del Presidente del GISMa, Veronica Girardi :
«L’ingresso nei LEA del percorso per l’alto rischio eredo-familiare è un risultato atteso da tempo. Queste persone hanno bisogno di un percorso dedicato, con intensità, cadenze e tecnologie diverse dallo screening di popolazione: una sorveglianza strutturata che, come già avviene in alcune Regioni, si integra e coordina con i programmi di screening organizzato senza sovrapporsi ad essi. Ora la sfida è l’attuazione: standard di qualità condivisi, centri di riferimento adeguatamente organizzati e tempi di accesso uniformi in tutte le Regioni».
Per approfondire
Testo del DPCM 7 agosto 2026 (Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 227 del 30 settembre 2026)
DM 3 agosto 2026 “Primo aggiornamento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 in materia di livelli essenziali di assistenza”; Relazione tecnica DM; Relazione illustrativa DM.
DPCM 7 agosto 2026 “Modifiche e integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 in materia di livelli essenziali di assistenza”; Relazione tecnica DPCM; Relazione illustrativa DPCM.
