27 Maggio 2026

Dal 20 al 22 maggio Pescara ha fatto da cornice al Congresso Nazionale del Gruppo Italiano Screening Mammografico (GISMa)un evento che ha puntato i riflettori su temi quali la medicina di precisione, l’intelligenza artificiale e la valutazione del rischio individuale nel tumore della mammella.

Nel corso dell’evento è stato ribadito come la prevenzione sia davvero l’arma più efficace per contrastare questa malattia.

Fondamentale lo stile di vita: alimentazione equilibrata, attività motoria, consumo limitato di alcol, niente sigarette e peso corporeo controllato. Queste le parole chiave per una corretta prevenzione. Scelte da fare ogni giorno che possono ridurre del 30% il rischio di ammalarsi e che rappresentano quella che gli esperti chiamano “prevenzione primaria”.

La prevenzione secondaria è invece rappresentata dalla diagnosi precoce.

Durante il congresso GISMa 2026 ampio spazio è stato riservato alla diagnosi con un focus particolare sulla possibilità di rilevare componenti tumorali nel sangue attraverso un esame non invasivo chiamato biopsia liquida che, nel caso del tumore della mammella, va ad analizzare i prodotti del tumore solido estratti dal plasma.

Ad aprire i lavori è stata la lettura tenuta da Francesca Caumo, Direttore della Breast Unit e Radiologia Senologica, Ospedale Pederzoli, Peschiera del Garda,che ha sottolineato come la medicina di precisione possa entrare a pieno titolo nella sanità pubblica solo se pensata come principio organizzativo della sanità. Significa passare da un test per il singolo a una capacità di sistema di prevenire, stratificare, decidere e valutare l’efficacia su un intera popolazione. L’elemento centrale non è la tecnologia in sé ma la capacità di selezionare in maniera appropriata chi, dove, con quale intensità, da quale team e con quali garanzie di sicurezza.

La medicina di precisione diventa davvero pubblica quando migliora l’accesso, riduce gli sprechi, le diseguaglianze e resta comprensibile per cittadini e professionisti.

Una delle principali novità emerse durante il congresso riguarda il passaggio da uno screening del tumore della mammella basato sull’età anagrafica a uno screening basato sulla valutazione del rischio individuale dato da fattori quali la densità mammaria,la familiarità, la genetica. Questo passaggio implica una rivoluzione nell’erogazione dei servizi quali la prenotazione della visita e la disponibilità dei sanitari. Un’impostazione di questo tipo implica una riduzione degli esami di screening in soggetti a basso rischio con un’attenzione maggiore rivolta alla fascia di popolazione ritenuta a maggiore rischio.

Significa che alle donne a basso rischio che, dopo i 40 anni, sono abituate a sottoporsi a una mammografia all’anno potrà essere chiesto di farlo con frequenza minore andando invece ad incrementare il numero di mammografie annue fatte alle donne a rischio più alto.

Protagonista indiscusso della tre giorni pescarese è stata certamente l’intelligenza artificiale (AI) che è ormai entrata a pieno titolo e con svariate modalità di applicazione in moltissime discipline mediche. Basti pensare ai sistemi di monitoraggio da remoto dello stato di salute dei pazienti, ai fascicoli sanitari elettronici, alla chirurgia robotica e agli assistenti virtuali ai quali i pazienti si rivolgono per porre le più diversificate domande circa il loro stato di salute. Ma come si colloca all’interno della relazione medico paziente? L’AI funziona partendo da un input,va a confrontarsi con dati appresi precedentemente e restituisce un output su base probabilistica ma non pensa, non comprende. Sa rilevare analizza immagini, integra algoritmi,riduce gli errori, ci restituisce dei dati senza entrare in relazione. Nel rapporto medico-paziente, il clinico può introdurre l’intelligenza artificiale chiedendo al paziente quali informazioni ha reperito e come queste possono arricchire la loro interazione.

Per quanto riguarda il suo impiego in ambito radiologico, l’AI può essere impiegata per tradurre in linguaggio più semplice i referti radiologici, ampliare l’accesso linguistico, alleggerire il carico burocratico, concedendo più tempo al medico da dedicare alla relazione con il paziente.

La dott.ssa Veronica Girardi, nuovo Presidente GISMa per i prossimi cinque anni, Responsabile Senologia Diagnostica Breast Unit (EUSOMA) Istituto Clinico Sant’Anna di Brescia, ha sottolineato come i sistemi di intelligenza artificiale imparano da grandi database di immagini e referti e sono in grado di stimare il rischio individuale, distinguere lesioni benigne da maligne, ottimizzare protocolli e supportare il radiologo attraverso percorsi di formazione che lo rendano capace di gestire strumenti digitali.

L’AI può infatti essere vista come formatore continuo per il radiologo. E’ in grado infatti di evidenziare segni minimi, costringendo il lettore meno esperto a valutare asimettrie o distorsioni che possono essere sfuggite all’occhio umano. La dott.ssa Girardi ha ribadito come la formazione del radiologo oggi non sia solo aggiornamento tecnico ma preparazione a usare l’AI in modo sicuro, validato e clinicamente utile. Nel corso dell’evento è stato più volte ribadito come gli strumenti di intelligenza artificiale utilizzati in ambito medico debbano essere validati e certificati per la pratica clinica e il loro impiego debba essere monitorato nel tempo.

Da questo punto di vista il Gruppo Italiano Screening Mammografico ribadisce il suo impegno nel vigilare e sorvegliare il corretto utilizzo dei suddetti strumenti in ambito senologico.