È stata pubblicata la survey promossa da GISMa, nell’ambito della Federazione delle Associazioni degli Screening Oncologici (FASO) e in collaborazione con CERGAS Bocconi, rivolta a coordinatori e professionisti sanitari impegnati nei programmi di screening oncologico della popolazione generale.
L’indagine aveva l’obiettivo di analizzare benefici percepiti, criticità e barriere burocratiche e organizzative legate all’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito diagnostico.
Al questionario, composto da 39 domande, hanno risposto 305 professionisti; tra gli ambiti di applicazione più citati figurano la diagnosi dei polipi colorettali e la lettura degli esami mammografici.
Nel complesso, il 74,8% dei partecipanti ha espresso un forte interesse verso il potenziale dell’intelligenza artificiale, sia in ambito diagnostico sia nella previsione del rischio.
Tra i principali vantaggi percepiti emergono il possibile miglioramento dell’accuratezza diagnostica e l’ottimizzazione dei flussi informativi e dei tempi di lavoro.
Le criticità più rilevanti riguardano invece gli aspetti normativi, indicati dal 72,8% degli intervistati, i limiti degli algoritmi, segnalati dal 67,2%, e il rischio di una progressiva perdita di competenze professionali, evidenziato dal 46,2%.
Sul piano organizzativo, le principali barriere sono rappresentate da infrastrutture informatiche non adeguate, dalla carenza di linee guida condivise e dalla limitatezza delle risorse economiche disponibili.
La survey mostra quindi un atteggiamento generalmente favorevole verso l’adozione dell’intelligenza artificiale nei programmi di screening oncologico, ma evidenzia anche la necessità di basi scientifiche solide, riferimenti normativi chiari e investimenti nelle infrastrutture digitali.
L’articolo completo è disponibile qui:
Artificial intelligence in population-based cancer screening: evidence from a national survey of Italian professionals | BMC Public Health | Springer Nature Link
Ufficio stampa GISMa
