26 Giugno 2026

Cari Soci,
con grande tristezza comunichiamo la scomparsa di Carlo Naldoni, già Direttore del Centro Prevenzione Oncologica di Ravenna e tra i principali artefici dello sviluppo del GISMa e dei programmi di screening dell’Emilia-Romagna.
La sua competenza, il suo impegno e la sua dedizione hanno contribuito in modo determinante alla crescita della nostra Società e al miglioramento della prevenzione oncologica nel nostro Paese.
Il Direttivo attuale, insieme a tutti i Direttivi che si sono succeduti nel tempo, ne ricorda con profonda riconoscenza il valore umano e professionale e il prezioso contributo offerto al GISMa.
Alla sua famiglia, ai colleghi e a quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare con lui, il GISMa esprime le più sentite condoglianze.

A seguire, completano il ricordo alcune immagini che documentano momenti della sua attività e della sua presenza nel nostro gruppo e due testimonianze che ne tratteggiano il ruolo e il contributo alla vita scientifica del GISMa e degli Screening.

IN RICORDO DI CARLO

È difficile trovare le parole quando una persona come te ci lascia troppo presto. E forse, se fossi qui, ci guarderesti con quel sorriso appena accennato e ci diresti: “Vuoi che io non lo sappia?”

Tu eri fatto così, sempre in prima linea, diretto, passionale, incapace di rimanere indifferente davanti a ciò che ritenevi giusto. Difendevi le tue idee con forza, a volte con irruenza, persino con quella prepotenza che ti apparteneva e che tutti noi abbiamo imparato a conoscere. Ma chi ti conosceva davvero sapeva che sotto quella scorza c’era un uomo profondamente buono, capace di una gentilezza sincera e di un affetto che non aveva bisogno di molte parole.

Dopo uno scontro acceso, era sufficiente darti un bacio sulla barba sempre curata, o un’abbracciatona per farti tornare ad essere un tenero cucciolone.

Sei stato un medico competente, rigoroso, onesto. Hai vissuto la professione non come un mestiere, ma come una missione, combattendo ogni giorno per una sanità più giusta, sempre dalla parte delle donne. Nel nostro CPO hai lasciato il segno, non solo per ciò che facevi, ma per il modo in cui lo facevi: con passione, con coraggio e con una schiettezza che non ammetteva compromessi rispettando la professionalità di tutti gli operatori.

La tua curiosità andava ben oltre la medicina. Amavi l’arte, la storia, la cultura. E amavi profondamente la tua Brisighella, della quale parlavi con l’orgoglio e la tenerezza di chi porta sempre con sé le proprie radici.

Come dimenticare gli epici scontri su argomenti politici con la mitica Carmen? Discussioni animate, talvolta infuocate, che finivano quasi sempre con qualche brutta parola ben presto dimenticata da entrambi, perché il rispetto era più forte di ogni divergenza.

E poi la musica. Ti ha accompagnato da giovane e non ti ha mai lasciato. Cantare in un coro era un altro modo per raccontare chi eri: una voce che cercava armonia insieme agli altri … magari un tono sopra ….

E il baseball, un’altra delle tue grandi passioni, vissuta fino all’impegno di guidare una squadra da presidente, con l’entusiasmo e la dedizione che mettevi in ogni cosa.

Ci mancheranno la tua voce, le tue convinzioni, le tue battute, le tue fragorose risate, ci mancherà quella grande presenza che riempiva ogni stanza, quel modo rustico e contemporaneamente gentile di esserci.

Grazie per la tua amicizia, continueremo a ricordare gli scherzi che hai subito da noi e le risate condivise.

E quando ci troveremo ancora insieme a Natale da Patrizia sarà impossibile non sentire la tua mancanza e immaginare la tua voce che, con quel sorriso inconfondibile, ci dice: ”…e lo dite a me?”

Ciao, Carlo, ci mancherai immensamente. Ma il privilegio di averti conosciuto resterà per sempre con noi.

Monica e i colleghi del Centro Prevenzione Oncologica di Ravenna

 

TESTO SCRITTO E LETTO NEL 2015 IN OCCASIONE DELLA FESTA ORGANIZZATA DAL SERVIZIO PER IL PENSIONAMENTO DI CARLO

Che dire del mio Carletto che va in pensione?

Qualcuno noterà la sua mancanza? Forse che la sua voce profonda non risuonerà più in tutto il corridoio? I colleghi potevano informarsi sull’ andamento dei programmi di screening senza neppure alzarsi dalla propria sedia!

E chi inciterà gli epidemiologi a sporcarsi le mani? In tua assenza, riusciranno finalmente a fare i puristi indisturbati?

E senza il tuo incessante monito, passeremo il resto del nostro tempo a cercare di mettere le mutande al mondo? O magari a pettinare le bambole?

Se l’Emilia-Romagna è stata per anni una regione trainante nei programmi di screening, molto lo dobbiamo a te: alla tua capacità di tessere relazioni dentro e fuori la regione, alla tua competenza, io stessa ho ammirato il tuo savoir faire con i colleghi di tutte le Regioni, che tra una battutina e l’altra ti permetteva, quasi sempre, di portare a casa esattamente quello che volevi.

Eh sì, abbiamo imparato tanto da te. Non solo come presidiare progetti e coordinare professionisti, ma anche che l’olio di Brisighella è davvero speciale e i cappelletti romagnoli non scherzano affatto. Hai proclamato con la tua sicurezza che Ravenna è la città con l’università più antica del mondo, alla faccia di Bologna, però una cosa la invidiamo davvero a Ravenna: con la tua pensione noi perdiamo un esperto di livello internazionale, Ravenna però guadagna un cicerone di altissimo livello.

Se Obelix è caduto da piccolo nel pentolone della pozione magica, ho il serio sospetto che Carlo sia finito in quello della memoria culturale. Perché, diciamolo: come diavolo fa a ricordarsi tutto di tutti i posti dove è stato, con relative caratteristiche, aneddoti, monumenti, personaggi ??!!

Il tuo carisma e la tua presenza, così come la tua assenza, non passano mai inosservati e mi mancherà non vederti più alzare soddisfatto dalla sedia dopo aver inondato di mail i poveri screenologi, o quando, immerso tra attestati, fotocopie e burocrazie varie sbuffi: “Sono stufo di fare lo sguattero”.

Mi mancheranno molto anche le nostre conversazioni sui temi di lavoro, che a volte si erigevano ai massimi sistemi, fino a entrare nei misteri della malattia oncologica e a quel punto tuonava inesorabile il tuo imperativo “Dovreste studiare la biologia dei tumori”, un testo del 1976, per la cronaca.

Ora Carlo vuole che diventiamo indipendenti, che mettiamo a frutto quello che abbiamo imparato in questi anni con lui. Ci aiuterà solo una volta la settimana, almeno per un po’. Intanto continuerà ad andare ai convegni e seminari dove è già stato invitato: ed è lì che lo potremo incontrare quando vogliamo; infatti, lo hanno prenotato fino al 2020!

 

Priscilla Sassoli de Bianchi

 

Condividiamo con voi questo ritratto fotografico fatto a Ravenna l’anno scorso perché crediamo raffiguri bene il suo carattere, l’energia e la vivacità