22 Gennaio 2026

Diffuse nelle scorse settimane le Linee Guida italiane sull’utilizzo dell’IA nello screening e nella diagnosi del tumore della mammella. Il documento, frutto del lavoro sinergico del Gruppo Italiana Screening Mammografico (GISMa) e di altre nove società scientifiche, con il supporto metodologico del CERGAS e del Centro F. Dondena dell’Università Bocconi e il coordinamento dell’Osservatorio Nazionale Screening, rappresenta un’assoluta novità nel panorama europeo in grado di migliorare la qualità degli screening e di ottimizzare l’impiego delle risorse umane in un contesto caratterizzato da carenza di personale. Alle attività hanno anche partecipato le associazioni Europa Donna, ANDOS e IncontraDonna, per garantire l’inclusione del punto di vista delle donne nel processo decisionale.

L’IA, già ampiamente utilizzata in vari ambiti della medicina, può diventare una bussola in grado di orientare e supportare l’esperto radiologo nella lettura dei referti mammografici. In particolare, il documento suggerisce di utilizzare l’intelligenza artificiale al fine di selezionare le mammografie che richiedono la valutazione di due radiologi da quelle destinate alla lettura di un solo radiologo.

“Finora le raccomandazioni europee prevedevano un ruolo di affiancamento dell’intelligenza artificiale all’attuale protocollo di screening – sottolinea Silvia Deandrea, Presidente Nazionale GISMa – questo consisteva in una doppia lettura della mammografia, effettuata da due radiologi, che fornivano ciascuno il proprio parere in maniera indipendente. Da oggi l’Italia fa un passo avanti, aderisce alle indicazioni europee e ne propone una nuova che suggerisce che non tutte le mammografie di screening debbano sempre essere analizzate da due diversi radiologi. Si è compreso che l’intelligenza artificiale, selezionando le immagini mammografiche, può supportare maggiormente i radiologi nel ridurre l’affaticamento e la diagnosi soggettiva. Può anche migliorare complessivamente i carichi di lavoro e i tempi di attesa. Passare quindi dall’impiego di due radiologi a solo uno comporta indubbi vantaggi visto anche la scarsità di personale medico-sanitario che lavora nelle nostre strutture. In un contesto, come quello italiano, dove si registra una mancanza cronica di specialisti radiologi è un’ottima notizia. In particolare, molte Regioni non riescono ancora ad estendere lo screening mammografico a tutte le donne tra i 45 ai 49 anni e dai 70 ai 74 anni anche per mancanza di risorse umane. Grazie all’IA sarà quindi possibile allagare l’offerta di un percorso di screening gratuito a tutte le persone aventi diritto, così come raccomandato a livello italiano ed europeo”.

Alla luce di quanto indicato dalle Linee Guida europee sullo screening mammografico, il documento italiano evidenzia due importanti raccomandazioni. La prima suggerisce di impiegare l’IA dopo due valutazioni espresse da due radiologi in maniera indipendente. Questo aumenta la possibilità di rilevare precocemente eventuali lesioni favorendo una diagnosi tempestiva della patologia tumorale. La seconda riguarda l’opportunità di non sostituire il parere di un secondo radiologo con quanto rilevato dagli strumenti di IA. Per quanto si tratti di tecnologie avanzate, ad alto grado di sicurezza ed efficacia, non possono ancora sostituire integralmente l’intervento umano.

“Sono raccomandazioni non vincolanti ma che contengono dei suggerimenti qualificati per il personale medico-sanitario e per le istituzioni regionali – prosegue Deandrea –. L’IA rappresenta una grande risorsa per l’intero servizio sanitario nazionale e come tale deve essere sfruttata il più possibile. Con il nostro nuovo documento ci poniamo quindi l’obiettivo di migliorare la qualità degli screening organizzati in Italia in accordo alle ultime evidenze scientifiche”.

“Le ultime Linee Guida rappresentano una fondamentale novità nel contrasto al tumore più diffuso e frequente nel nostro Paese – afferma Paola Mantellini, Coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Screening -. Ogni anno il numero di nuovi casi ammonta a oltre 53mila e più di 4 milioni di donne sono invitate a partecipare ai programmi gratuiti organizzati dalle varie Regioni. Tuttavia, poco più del 50% si sottopone ad un percorso che può essere in molti casi salvavita. Incrementare la quantità delle partecipanti è una delle nostre priorità ed è un obiettivo che va raggiunto anche grazie al ricorso alla tecnologia. Migliorare la qualità degli esami erogati, come ben sanno tutte le Società Scientifiche che hanno contributo a questa raccomandazione, è poi indispensabile se vogliamo incentivare sempre più donne a partecipare. A tal fine è molto importante che i professionisti sanitari attivino un attento monitoraggio utile a misurare l’accuratezza diagnostica di questi nuovi sistemi di IA nel proprio contesto locale”.

Le Società Scientifiche coinvolte nella messa a punto delle Linee Guida sono state: AIE Associazione Italiana di Epidemiologia; AIFM Associazione Italiana di Fisica Medica; AIOM Associazione Italiana di Oncologia Medica; AIRO Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica; FASTeR/AITERS Federazione delle Associazioni Scientifiche dei Tecnici di Radiologia; GISMa Gruppo Italiano Screening Mammografico; SIAPEC-IAP Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia Diagnostica (Divisione italiana della International Academy of Pathology); SICPRE Società Italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica; SIRM Società Italiana di Radiologia Medica ed Interventistica e SITI Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica.